Per hotel, ristoranti, negozi, centri commerciali e fitness club presenti negli Emirati Arabi Uniti, il 1° dicembre 2026 è una data da mettere in agenda. Il Ministero dell’Economia e del Turismo degli Emirati ha annunciato che da inizio dicembre inizierà l’applicazione delle tariffe previste dalla Collective Management in Music Guide, adottata con la Ministerial Resolution n. 136 del 2026.
Non significa che ogni attività debba affrontare lo stesso costo, la stessa procedura o lo stesso tipo di licenza. Il Ministero indica categorie, usi ed esenzioni, mentre l’applicazione concreta dipende da elementi come settore, dimensione della struttura e modalità di utilizzo della musica. Per gruppi multisede e operatori internazionali, il lavoro utile da fare ora è soprattutto preparatorio: capire dove, come e da chi la musica viene utilizzata.
Cosa è già confermato
Secondo l’analisi di Al Tamimi & Company, la Risoluzione ministeriale n. 136/2026 è stata emanata il 29 giugno ed è in vigore dal 6 luglio 2026. La raccolta dei compensi secondo la matrice tariffaria allegata decorre invece dal 1° dicembre 2026. Sono due momenti distinti: l’entrata in vigore della risoluzione e l’avvio della riscossione.
Il Ministero ha inoltre indicato Emirates Music Rights Association e Music Nation come soggetti autorizzati a svolgere attività di gestione collettiva musicale e a riscuotere le tariffe previste dal quadro annunciato. Questa informazione, però, non consente di presumere che ciascun soggetto rappresenti indistintamente ogni repertorio, ogni diritto o ogni specifico uso musicale. Prima di accettare richieste, preventivi o comunicazioni operative, occorre verificare mandato, repertorio amministrato e base della richiesta.
La decorrenza operativa delle tariffe è indicata per l’inizio di dicembre 2026. Una fonte legale locale riferisce che la Resolution è stata emessa il 29 giugno 2026, è efficace dal 6 luglio 2026 e prevede l’applicazione della raccolta tariffaria dal 1° dicembre 2026. È quindi importante distinguere tra il quadro normativo già in vigore e l’avvio della raccolta secondo la matrice tariffaria.
Perché non basta chiedersi se nel locale “c’è musica”
La domanda corretta non è soltanto se una sede diffonde musica. Bisogna ricostruire quale uso avviene in ciascuno spazio e chi lo gestisce. Una lobby d’hotel con musica di sottofondo, un ristorante con DJ nel fine settimana, un negozio che usa una radio commerciale, una palestra con lezioni di gruppo e uno showroom che organizza eventi possono presentare configurazioni differenti.
La musica registrata diffusa in sottofondo, l’intrattenimento dal vivo, i DJ set, la musica inclusa in eventi, l’audio proveniente da televisori o radio e la musica inviata da una piattaforma digitale non sono necessariamente situazioni equivalenti. Anche un contratto con un fornitore audio o una licenza diretta su un catalogo specifico non dovrebbe essere considerato automaticamente sufficiente rispetto a eventuali obblighi locali: occorre confrontarne copertura, territorio, durata, repertorio e usi autorizzati.
Questa distinzione è coerente con un principio utile anche in altri mercati: la compliance della musica nei locali commerciali richiede di verificare sia i diritti coperti sia il contesto effettivo di utilizzo, non soltanto il nome del servizio utilizzato.
La checklist da completare prima di dicembre
1. Censire sedi e spazi
Preparate un elenco aggiornato di società, sedi operative, emirato, free zone o territorio applicabile, attività svolta e spazi accessibili a clienti, ospiti, soci o pubblico. Per hotel e grandi complessi è utile distinguere hall, ristoranti, lounge, piscine, sale eventi, spa, palestre e aree comuni.
2. Mappare gli usi musicali reali
Per ogni spazio, annotate fonte della musica, orari, frequenza, dispositivo usato, eventuale diffusione tramite TV o radio, presenza di performer o DJ, eventi ricorrenti e soggetto interno o esterno che seleziona il contenuto. Una mappa di questo tipo aiuta a evitare che procurement, operations e marketing forniscano risposte parziali alla stessa verifica.
3. Raccogliere contratti e prove di copertura
Centralizzate contratti con provider musicali, piattaforme, agenzie eventi, DJ, performer, franchisee, property manager e fornitori AV. Conservate anche fatture, condizioni contrattuali, repertori dichiarati, autorizzazioni e corrispondenza relativa ai diritti. Non serve anticipare conclusioni legali: serve mettere il consulente locale nelle condizioni di valutare i documenti completi.
4. Identificare ruoli e responsabilità
Nei gruppi multisede, la musica può essere scelta dalla sede centrale, dal direttore del punto vendita, da un gestore esterno o dal tenant di un centro commerciale. Stabilire chi approva i contenuti, chi firma i contratti e chi riceve le comunicazioni evita zone grigie. Una radio in-store progettata non coincide con una playlist lasciata in gestione informale: la differenza tra radio in-store e playlist riguarda anche controllo, continuità e governance operativa.
Tariffe, esenzioni e categorie: dove serve prudenza
Il Ministero segnala esenzioni per istituzioni educative e accademiche, enti governativi, utilizzi in occasioni nazionali e celebrazioni personali non commerciali, oltre a eventuali ulteriori esenzioni decise dal Ministero. Non è prudente trasformare questo elenco in una valutazione automatica del singolo caso.
Allo stesso modo, non è opportuno applicare a tutte le strutture le cifre pubblicate in commenti di settore. La fonte legale consultata descrive una matrice con criteri diversi, tra cui capienza, superficie, numero di camere o percentuale dei ricavi a seconda del settore. Prima di richiedere una licenza o accettare un preventivo, verificate che la categoria tariffaria corrisponda all’attività svolta e all’uso effettivo della musica.
Un processo utile per operations, legal e procurement
La priorità non è decidere in astratto se pagare o meno. È arrivare a dicembre con un inventario affidabile degli usi musicali e dei documenti. Legal potrà valutare il perimetro applicabile; procurement potrà verificare fornitori e contratti; operations potrà distinguere gli spazi e le pratiche effettive; marketing potrà evitare attivazioni o eventi non coordinati.
Per i brand che operano in più Paesi, questa verifica può diventare parte di una governance più ampia della musica per il business. L’obiettivo non è uniformare mercati diversi con una regola interna, ma mantenere per ogni giurisdizione una documentazione chiara e aggiornata.
Conclusione
L’avvio della raccolta previsto per il 1° dicembre 2026 rende opportuno iniziare ora il censimento. La guida del Ministero conferma un nuovo quadro per specifici usi commerciali della musica negli Emirati, ma non sostituisce la valutazione del singolo caso. Prima di assumere decisioni su licenze, tariffe, esenzioni o contratti, è necessaria una revisione legale locale basata sul testo applicabile, sul repertorio coinvolto e sull’uso concreto della musica.
FAQ
Dal 1° dicembre 2026 tutte le attività negli Emirati dovranno pagare la stessa tariffa?
No. Le fonti indicano categorie e criteri differenziati. Settore, dimensione e modalità d’uso della musica possono incidere sulla valutazione.
Un contratto con un fornitore di musica elimina automaticamente ogni obbligo locale?
No. Il contratto deve essere verificato rispetto a repertorio, territorio, diritti coperti, durata e usi consentiti. Non è corretto presumere una copertura universale.
Quali documenti deve raccogliere un gruppo alberghiero?
Elenco delle strutture e degli spazi, fonti musicali, contratti con provider, DJ e agenzie, informazioni su eventi e prove delle autorizzazioni o coperture già disponibili.
Chi può riscuotere le tariffe annunciate dal Ministero?
La comunicazione del Ministero cita Emirates Music Rights Association e Music Nation come soggetti autorizzati. Per una richiesta specifica vanno comunque verificati mandato e repertorio pertinente.
Questo articolo è consulenza legale?
No. È informazione generale per organizzare una verifica. Le decisioni operative devono essere sottoposte a un consulente legale qualificato negli Emirati Arabi Uniti.